Probabilmente, circa un secolo dopo la costruzione degli edifici in Valbrenta , avvenne la fondazione della chiesa di S.Maria
Nuova.
Un documento dell' aprile 886, infatti narra del trasferimento della chiesa episcopale di S.Maria e S.Secondo, nel luogo
odierno. Dal IX secolo in poi, la chiesa episcopale, in tutti i documenti in cui é citata, é denominata S.Maria Abatissa o S.Maria
Maggiore, o S.Maria del Vescovado , finché dopo il Mille assunse la denominazione definitiva di Duomo o Cattedrale di S.Maria Assunta.
Questo,
forse per distinguerla dalla nostra chiesa dedicata anch'essa alla vergine Maria, e dalla chiesa di S.Maria del tempio extramuros (l'odierno
battistero di S.Pietro).
Il primo documento che attesta la presenza della nostra chiesa,
é un atto notarile del Cartario Astese del1009, dove si cita
per la prima volta la chiesa di S.Maria Nuova, specificando
" ... que dicitur Novae ", da non confondere
con le altre due
più vetuste fabbriche dedicate alla Vergine Maria.
Nei primi decenni del XIV secolo, il Borgo venne racchiuso nella
seconda cerchia di mura detta dei borghigiani, a sostituire
un recinto di spalti e fossati presente fino a quel momento.
In questo
periodo cominciò l’espansione demografica del Borgo,
a ridosso del recinto dei nobili ed ai due lati della via Maestra
con la costruzione
di edifici nobili incastonati in un reticolato
pressocchè continuo di case a schiera monofamiliari ,dotate
di orto e sedime sul retro,
abitate da artigiani e popolani.
Le famiglie degli Alione, Lupi , Lorenzi , Baiveri,
costruiscono le dimore “estive” nel nostro Borgo
.
Non a caso il poeta Gian Giorgio Alione lo identifica
nelle sue strofe col nome di Borgo del Cavallon o Cavallaz,
o La Svizzera ,
forse perché si viveva più
liberamente che nel resto dell’abitato cittadino.
Don Stefano Robino (1867- 1956) , arciprete di Santa
Maria Nuova , ipotizzò più suggestivamente , che forse questa denominazione derivava perché l’Alione ed i suoi colti amici nobiluomini
simpatizzanti del governo e della cultura francese del tempo amavano incontrarsi nel nostro borgo adottando usi e costumi d’oltralpe.
A
partire dal XVI secolo, il Borgo di Santa Maria Nuova , tra quelli compresi nella seconda cerchia di mura della città , era il più
popoloso ( circa 1800 abitanti ).
Non a caso vi si eleggevano ancora quattro Capi d’Arme.
Esso rappresentava , come gli altri borghi,
una comunità socio – territoriale con confini estremamente precisi , ed un amministratore , il rettore, con carica di un anno.