Nella prima metà del 1600 in tutta Europa imperversava la guerra Gallo-Ispanica e Carlo Emanuele I di Savoia opponendosi all’Imperatore
Spagnolo scatenò la guerra sul suolo del Monferrato.
Anche Asti fu teatro di scontri ed una delle battaglie più cruente si svolse
nei pressi del nostri rivo Valbrenta.
Il duca di Savoia che prese parte alla battaglia, per cinque volte sconfisse gli attacchi nemici
ed appiedato per ben due volte, combattè per più di un ‘ora , con la picca in mano, alla testa della sua fanteria.
Gli spagnoli furono
costretti alla tregua e stipulararono il " secondo trattato di Asti" concluso nella Certosa il 21 giugno 1615, in cui vennero imposte
al nemico , condizioni assai gravose.
All'inizio del XVII secolo, Asti venne dilaniata nuovamente dalle guerre . Questo portò inevitabilmente
alla distruzione di molti edifici del Borgo ed ad una riduzione della sua popolazione che raggiunse il minimo di 500 anime, nella
seconda metà del XVII secolo.
Nel 1792 i francesi invasero la Savoia e Vittorio Amedeo III dopo cinque anni di lotte , fu costretto
a firmare l'armistizio di Cherasco (seguito dalla Pace di Parigi nel 1796), con cui cedette alla Francia, Nizza e la Savoia.
Alla
sua morte morte il 16 ottobre 1796, Carlo Emanuele gli succedette al trono come re Carlo Emanuele IV di Sardegna.
Era un momento estremamente
difficile: Carlo Emanuele si riferiva al suo trono come una "corona di spine".
Le casse dello stato erano vuote, l'esercito era indebolito
e disorganizzato, chiese ed ottenne dal papa Pio VI che il clero contribuisse alle spese della guerra, ma ciò non bastando, vennero
soppresse parecchie Congregazioni religiose ed incamerati i loro beni.
Questa legge inesorabile travolse i nostri Lateranensi e l’Abbazia
di S.Maria Nuova.
Anche i loro possedimenti , dichiarati proprietà nazionali, furono posti in vendita all’asta pubblica nel 1798.
E così , dopo 237 anni di insigne Parrocchia si estinse in S. Maria Nuova la dignità Abbaziale.
L'edificio monastico, restò così abbandonato
fino all’anno 1804, quando la commissione degli Ospizi del Comune di Asti, ottenne il fabbricato per la nuova sede dell’Ospedale degli
infermi.
Passarono però ancora sei anni prima che il nuovo Ospedale aprisse le sue porte agli infermi, e fu solo il 29 Settembre 1810 che
vi si poterono accogliere i primi malati.
Quei primi malati vi furono trasportati da un preesistente ospedale, chiamato di S.Marta
ubicato nella casa che fu della tipografia Vinassa , sotto la protezione di S.Maria Scala Coeli, titolo avuto nel 1455 con la fusione
di sei altri piccoli ospizi disseminati nei vari rioni della città.
Nel 1819, ebbe luogo la formazione dell’attuale Piazza Santa Maria
Nuova,che prima era incorporata alla Chiesa sottoforma di giardino ,e fungeva anche da cimitero.
All’inizio del novecento, in seguito
anche al riassetto urbano della città , con il definitivo completamento di Piazza Alfieri, ricominciò il processo di sviluppo ed espansione
del nostro Borgo, che lo riporterà a quella antica vocazione commerciale , che aveva visto il suo fiorire nel periodo medievale, segno
di tenacia ed operosità che ci ha da sempre contraddistinto.