a chiesa ha strutture tardo gotiche riprese in un complesso cinquecentesco trasformato poi in ospedale. Il campanile è
romanico.
La pianta della chiesa è un rettangolo ad una sola navata, come la facciata.
Misura 40 metri di lunghezza
, 13 di larghezza , e 15 di altezza.
Nella chiesa è presente la grande pala di Gandolfino da Roreto, allogata in fondo al coro
, sopra l'altare denominata la "Madonna della colomba" (1496)
E' un quadro documento di religiosità medievale, in quanto
fu commissionato dai fedeli e pagato con le loro offerte ( 350 fiorini ed una casa). Nella parte centrale si nota Maria in trono tra
S. Margherita, S.Eulalia, S. Agostino e S. Secondo, che presenta una colomba al Bambino Gesù.
Nella lunetta sovrastante è rappresentato
il Cristo risorgente. La cornice è risalente al XV secolo.
“...Già la ricchissima cornice rinascimentale conferisce splendore
e monumentalità all'ancona e crea,mantegnescamente, con i due pilastri a lesene corinzie abbinate lo spazio prospettico entro cui
si imposta il dipinto, che la lunetta, arretrata oltre la ricca trabeazione, completa.
Dolcemente sfumato nelle lontananze il
paesaggio, e vari i riferimenti veneti, come il trono nicchiato, stretto e alto, di monumentale estrazione belliniana, come i tre
bellissimi angeli musicanti, seduti, in perfetti ritmi simmetrici, sui gradini del trono. Maria e i quattro Santi - S. Margherita
e S. Eulalia (venerate, appunto, nella chiesa abbaziale di S. Maria Nuova), S. Agostino e S. Secondo, guardano lo spettatore con mesta
espressione che il Mallé definisce vagamente leonardesca, mentre il Bambino, infantilmente, si distrae giocando con la colomba.
Nella
lunetta, Gandolfino imposta la Resurrezione di Cristo con un gesto, seppur acquietato e addolcito, tutto pierfrancescano. Opera, dunque,
già piena e matura, ricca di una cultura moderna che sopraffà ormai gli elementi provinciali e i goticismi precedenti…”. ( Commento
di S.Taricco estratto da "il platano", rivista di cultura astigiana, Asti, anno II, n. 1, 1977, pp. 12-16).