I principi estetici fondamentali nel XV secolo per le donne italiane erano: pelle rigorosamente bianca, pallida, capelli lunghi
e biondi, labbra e guance rosse, sopracciglia scure, collo e mani lunghe e sottili, seno prosperoso e occhi dai colori variabili dal
verde al nero (colore amato dagli italiani).
I capi dell'abbigliamento non differivano, per natura e per taglio da quelli maschili.
La veste nel XV secolo, solitamente era composta e comprendeva un corsetto aderente, una larga fascia che sottolineava
la vita e una gonna lunga aperta su entrambi i fianchi.
La parte anteriore del vestito era composta da due strisce di stoffa che si
riunivano all'altezza del costato,e sopra erano tenute insieme da nastrini abbottonati.
La veste, lunga e voluminosa, mise
in evidenza la vita, stretta dal busto, e scoprì il seno, nelle ampie scollature.
Le scarpe erano di vario tipo: alte o basse,
chiuse o aperte, con o senza linguetta, di cuoio, di feltro, di tessuto, foderate di pelliccia. La moda prediligeva i piedini minuscoli,
i tacchi abbastanza alti, il passo ondeggiante e accuratamente studiato.
Il mantello (surcot) femminile era una pellegrina semicircolare
che non veniva chiusa sulla spalla come quella degli uomini ma sul petto, con alamari e lacci alla cui confezione si dedicava sempre
molta cura.
Il mantello si prestava ad una grande varietà di invenzioni quanto alla forma, alla lunghezza, alla decorazione,
alla materia usata.
L' acconciatura delle dame italiane consisteva nello schiarire i capelli, esponendoli al sole o lavandoli
con succo di limone,ed ampliare la fronte depilando l'attaccatura dei capelli.
Prima di uscire di casa o di entrare in chiesa ci si
copriva la testa con un velo di mussolina di lino o di seta. Le donne adulte portavano una grossa crocchia avvolta in una specie di
foulard annodato e sormontato da una banda che cingeva la testa orizzontalmente.